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Un anno di GDPR

Il 23% delle imprese italiane si è adeguata al Gdpr, la nuova normativa Ue sulla privacy in vigore da fine maggio 2018, il 59% ha progetti in corso, l’88% ha un budget dedicato. E cresce il mercato della sicurezza informatica raggiungendo il valore di 1,9 miliardi di euro (+9% su anno). A scattare la fotografia e una ricerca dell’Information Security & Privacy della School of Management del Politecnico di Milano. Secondo l’analisi, le principali finalità dei cyber attacchi subiti dalle imprese sono truffe come il phishing (83%) e le estorsioni (78%), poi intrusione a scopo di spionaggio (46%) e interruzione di servizio (36%).

Ma nei prossimi tre anni le aziende temono soprattutto spionaggio (55%), truffe (51%), influenza e manipolazione dell’opinione pubblica (49%), acquisizione del controllo di sistemi come impianti di produzione (40%). I principali obiettivi degli attacchi sono oggi gli account email (91%) e social (68%), seguiti dai portali eCommerce (57%) e dai siti web (52%). Nel prossimo triennio, dice la ricerca, le imprese prevedono che gli hacker si concentreranno su dispositivi mobili (57%), infrastrutture critiche come reti elettriche, idriche e di telecomunicazioni (49%), la casa smart (49%) e i veicoli connessi (48%).

La principale vulnerabilità è costituita dal comportamento umano: per l’82% delle imprese la prima criticità è la distrazione e scarsa consapevolezza dei dipendenti, seguita da sistemi IT obsoleti o eterogenei (41%) e da aggiornamenti e patch non effettuati regolarmente (39%). Per minimizzare il rischio,l’80% delle imprese ha avviato piani di formazione del personale. L’analisi delinea infine un boom della figura del Data Protection Officer, presente nel 71% delle imprese, mentre il 59% ha inserito un Chief Information Security Officer.
   

Fonte dati ANSA

Lynfa Studio: Video presentazione nuovi widget

Con l’attivazione di TeamSystem Studio i widget predefiniti nella home page dei vari contesti vengono ora sostituiti da widget generati mediante una nuova tecnologia, che ne ha permesso una veste grafica potenziata e un utilizzo più semplice ed efficace.

Guarda il video di presentazione sulle nuove funzionalità dei widget.

Fine del supporto a Windows 7: c’è tempo solo fino a gennaio 2020 per migrare a Windows 10

Il 14 gennaio 2020 Windows 7 smetterà di essere supportato da Microsoft. Si tratta di un passaggio epocale, che vede la fine del supporto per uno dei sistemi operativi più diffusi e benvoluti di tutti i tempi. Tuttavia questo passaggio rappresenta anche un importante punto di svolta per molte aziende che si sono finora affidate ai sistemi operativi Microsoft, poiché molte dovranno passare a Windows 10 per mantenere i propri endpoint aggiornati e al sicuro.

Il problema principale che le aziende devono affrontare è quello del passaggio a Windows 10. Ma come affrontarlo al meglio? Le variabili in gioco sono moltissime e comprendono dettagli estremamente tecnici, che vanno oltre lo scopo di questo articolo. Esaminiamo però i principali punti da tenere presenti durante il passaggio da Windows 7 a Windows 10 e alcune possibili soluzioni ai problemi che possono emergere.

Con l’approcciarsi della fine del supporto a Windows 7, qualcuno potrebbe essere tentato di chiedersi perché passare al nuovo sistema quando il precedente funziona perfettamente. Il principale problema di Windows 7 sta nella sicurezza, che sarà sempre minore con il passare del tempo – esattamente come avvenuto per Windows XP. Nel mondo di oggi, dove la sicurezza è un tassello fondamentale nella strategia di un’azienda, non ci si può permettere di lasciare al caso la sicurezza della propria infrastruttura informatica. Utilizzare sistemi operativi aggiornati alle ultime patch di sicurezza non è un’opzione, non più di quanto lo sia legare la propria bicicletta con un lucchetto quando viene parcheggiata per strada.

Un preambolo è necessario: il periodo di gratuità del passaggio da Windows 7 a Windows 10 è finito da tempo, dunque le aziende devono ora pagare le licenze. In ambito aziendale è possibile utilizzare due tipologie di licenze: Windows 10 Pro e Windows 10 Enterprise. La differenza tra le due edizioni risiede principalmente nella possibilità di gestire i computer e le licenze associate nella versione Enterprise, pensata appositamente per quelle realtà dove c’è un gran numero di endpoint da gestire.

Ciascuna licenza di Windows 10 Pro ha un costo di 259 € (IVA inclusa), mentre i costi delle licenze di Windows 10 Enterprise sono definiti insieme a Microsoft o ai suoi partner in base alle dimensioni del parco installato e delle necessità aziendali.

Le principali differenze tra Windows 10 Business e Windows 10 Enterprise sono le seguenti: 30 mesi di supporto per le versioni rilasciate a settembre, la possibilità di utilizzare il canale LTSC (col quale installare solo gli aggiornamenti desiderati e mantenere la versione di Windows 10 ferma all’interno del periodo di supporto), attivazioni tramite cloud, gestione dell’esperienza utente, utilizzo di Windows come desktop virtuale e virtualizzazione delle applicazioni e dell’ambiente (UE-V). Ulteriori differenze sono disponibili sul sito di Microsoft.